martedì, 22 febbraio 2005

"D'indolenti dipendenze"
di Rossano Astremo

Sarà presentato martedì 22 febbraio alle 18,30 presso la Libreria Apuliae di Lecce "D'indolenti dipendenze"(collana poet/bar, Besa editrice), il libro d'esordio della poetessa salentina Ilaria Seclì. Un testo, quello della Seclì, che si avvale della prefazione di un'icona musicale delle giovani generazioni, Giovanni Lindo Ferretti, ex leader dei CCCP e dei CSI, maestro "sconcertatore" dell'ultima "Notte della Taranta", il quale scrive: "Ilaria è poeta e non da oggi, ne fanno fede versi giovanili di incredibile potenza. La sua parola è forte, sincera, profonda e consapevole, così il suo sguardo e il suo comportamento schivo ma ben piantato. Come ulivo del Salento". Non è un caso che sia Ferretti a firmare la prefazione al testo perché dell'artista emiliano la Seclì conserva il respiro salmodico di molta sua produzione, pur mantenendo una inequivocabile autenticità. Perché la poesia della Seclì si caratterizza per una smodata carica energica, violenta, sanguigna ed erotica, i suoi versi sono viaggio verso il recupero di un "primitivismo dei sensi" che non può non affascinare. Affiorano dal suo corpus poetico dei temi costanti, l'amore carnale, il dialogo con la terra natia, preghiere laiche, danze, baccanali, l'immagine del sangue che sgorga, la sua è una scrittura che si nutre dell'analogia inconscia, che taglia i ponti con la tradizione per farsi carne che pulsa: "E mi ritorni/ di barbare schiere/ l'avanzo/ Di notti sorvegliate dal vento/ di fiumi neri a franare i gridi/ verso la valle/ E preparare guerre. e preparare guerre/ Di me scavarti di sangue gli occhi/ e la tesa rasa legarti/ di mongole corde al fuoco che brucia". Un esordio che non pecca d'immaturità. La Seclì si distingue per originalità stilistica e per autenticità di contenuti. A voler trovare delle parentele letterarie, viene in mente la carica eversiva della migliore Amelia Rosselli, della quale la Seclì conserva l'espressività violenta e straniata e gli energici accenti d'amore e passione, o il Lucio Piccolo dei "Canti Barocchi", nel quale, e in ciò la somiglianza, larghi spezzoni di vissuto intervengono a compensare e ridurre lo slancio analogico e immaginifico dominante. A conclusione della raccolta della poetessa salentina, che proprio per questa sua omogeneità d'intenti può essere considerata un poema a tutti gli effetti, troviamo la postfazione firmata dal critico Michelangelo Zizzi, il quale ci offre una chiave di lettura attenta e partecipata del testo.


postato da mmmotus alle ore 12:09 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
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Commenti
#1    22 Febbraio 2005 - 14:09
 
Ho comprato i salamini e me ne vanto.
Se qualcuno ci patisce che io canto
E' inutile sparlar
E' inutile ridir
Sono un bel giovanottin
Sono un augellin...

(noplu-petrolino)
utente anonimo

#2    22 Febbraio 2005 - 15:09
 
nopluuu

G.
utente anonimo

#3    22 Febbraio 2005 - 16:32
 
G.?

(noplu)
utente anonimo

#4    22 Febbraio 2005 - 21:07
 
come ti permetti a dire: "nopluuu"!!!
tu,
non sei mica Ninì Tirabusciò!

(noplu)
utente anonimo

#5    22 Febbraio 2005 - 21:11
 
Sono un tipo: estetico,
asmatico, sintetico,
linfatico, cosmetico.........
Sono un uomo grazioso e bello
sono Fortunello!

Sono un uomo ardito e sano
sono un aeroplano.
Sono un uomo assai terribile
sono un dirigibile.
***
E gira e fai la rota
di come sono idiota
ma tutto quel che sono
non ve lo posso dire
a dirlo non son buono
mi proverò a cantar:

pua pa pa pa puuuuaà
àaàaaaa à uuuua pipipppippipipipràààà

(noplu-petrolinesco)

utente anonimo

#6    22 Febbraio 2005 - 22:21
 
l'arcivescovo di costantinoplu
utente anonimo

#7    23 Febbraio 2005 - 01:52
 
Bertuccia

sempre muove gli occhi
la brunetta scodata
un pò guarda il gatto
un pò foglie di fico
che farfallano pigre
nel sole mediterraneo
poi guizza col muso
ad annusare un frutto
e si gratta si gratta
un insetto inquilino
utente anonimo

#8    23 Febbraio 2005 - 01:57
 
l'epistemologia dell'uovo
utente anonimo

#9    23 Febbraio 2005 - 13:01
 
Brava Ilaria! Nonostante la febbre e l'emozione sei stata grande ieri.

"Altri 3 minuti
e lo strappo il lacero l'incendio lo squarto

Che mi hai ingravidata
e m'impedisci il parto
che mi hai innamorata
e mi neghi l'amore
che mi hai soggiogata
e non approvi devozione
che mi hai ammaliata
e mi sottrai lo sguardo
indottrinata
e non permetti riconoscenza
che mi hai segnato la strada
e mi togli luce"
(Ilaria Seclì)

Prendo in prestito le tue parole,
io non ne ho più di mie.
sono sparpagliate in questi anni
in cui
avevo spontaneità, sincerità, naturalezza e voglia di rivivere


In bocca al lupo Ilaria
utente anonimo

#10    23 Febbraio 2005 - 14:48
 
Bella la ilaria, di semplici screzi cupi appena, come il pane nero e d'oliva
in bocca a lupo anche da me..
(gioia)
utente anonimo

#11    23 Febbraio 2005 - 16:59
 
Altri giochi consistevano nell'introdursi nottetempo nei piani delle case in demolizione, percorrere senza tregua e senza meta una città in autostop durante uno sciopero dei trasporti urbani, errare nei sotterranei delle catacombe chiuse al pubblico, ecc.

(noplulettrista)
utente anonimo

#12    06 Novembre 2009 - 11:49
 
Sinceramente ho letto di meglio . Comunque Ilaria non è male. Può migliorare.
utente anonimo

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accoglie l'eredita' e l'operativita' del maestro di scrittura e di vita Antonio Leonardo Verri.


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