Il 15 novembre Nichi Vendola avrà la sua “Fabbrica”! Un grande open space, in un padiglione della Fiera del Levante, darà l'avvio alla lunga marcia della campagna elettorale del 2010 per il rinnovo della consiliatura della Regione Puglia.
Che strana sensazione essere lì, in via De Rossi, a Bari, ierilaltro, tantissimi i convenuti, in quello che presto sarà il 'centro risorse' della nuova battaglia di Vendola. Anzi, delle due battaglie: una per confermare con certezza la candidatura, l'altra per tornare a sedere sulle scomode poltrone del potere. “Abitare il potere senza farsi abitare dal potere” diceva “qualcuno” e Nichi Vendola con lui! Questa la prova a cui chiama la “nuova” politica!
Era già accaduto nel 2005, quella volta l'incontro era in uno spazio era diverso: il sotterraneo di un circolo Arci, accoglieva la militanza “carbonara” della “rivoluzione gentile”.
Avremmo vinto, lo sapevamo già! Abbiamo vinto!
Un indeterminato sentire politico si era fatto idealità nell'animo di molti! Nichi Vendola il maieuta di quel sentimento! Che avventura e che sfida le primarie - la prima volta in Italia - nel gennaio di quell'anno, che entusiasmo, che generosità e che energia il “motore” che lo portò sino in fondo prima contro il centro sinistra e poi contro lo scuro Raffaele Fitto. Anche quella volta due battaglie!
Quella grande comunità attiva oggi non c'è più! Il motore è fermo! Bisogna pensarne uno nuovo, politico questa volta: capace di politica!
Già, la politica. Dove trovarla? Come toglierla dall'usura di questo disgraziato tempo che non sembra avere più lingua capace di muovere le coscienze? Come tirarsi fuori dallo sgomento che avvita i pensieri, le opinioni, il senso critico.
Ripartire dal racconto, la risposta! C'è l'unicità di un'esperienza da difendere tentando una tessitura di ciò che questi anni hanno rappresentato per la Puglia.
Com'era la macchina amministrativa quando Vendola ne ha preso la guida? Quale 'potere' la permeava e l'assoggettava? Quali sono i meccanismi che governavano e governano (ahinoi!) la sanità? Com'era organizzata la Protezione Civile e com'è ora? E il Territorio è traversato da nuove visioni programmatiche e progettuali? E la questione energetica? E le politiche giovanili? Com'era il lavoro degli assessorati prima e come si è trasformato in questi anni? C'è una Puglia migliore?
Domande che possono mutarsi in narrazioni, in testimonianze vive, capaci di attivare sguardo! Di muovere ancora la responsabilità di una comunità che necessariamente deve allargarsi per contagio di consapevolezza. Raccontare è svelare a chi non sa! Non astruse teorie, ma cose vere, tangibili, incidenti nel cambiamento.
In questo divenire orizzontale le speranze. Ed anche in una capacità di 'autocritica' che deve saper “dire” sino in fondo (anche e soprattutto) riconoscendo i punti deboli, gli errori, i passi falsi compiuti, in questi anni di governo. E' necessario! In questo lo scarto utile, la differenza: mostrarsi per ciò che si è dato, per ciò che si è osato e tentato! Sì, tentato perchè non è facile mutare ciò che appare consueto e comodo in una macchina amministrativa complessa come la Regione.
C'è il bene comune e ci sono gli interessi particolari. C'è l'ampio guardare e il piccolo piccolo della meschinità che vuole solo un tornaconto immediato. Questo abita nei Palazzi!
Nichi Vendola c'era ierilaltro in via De Rossi. Anche a lui il compito di raccontare. Sappiamo che lo sa fare! Tante volte da queste pagine nei suoi confronti si sono mosse critiche, anche molto frontali, schiette, rabbiose! C'è mancato in questi anni un Nichi testimone del suo fare! Un Nichi di strada, fuori dalla sua automobile, fuori dalla solitudine del Palazzo. Egli è parte di un sogno, non è il sogno! Dovrà essere sino in fondo quella parte, tornando in Fabbrica, operaio con gli altri. Facitore di progetto! Già lo sappiamo, lo sa fare!
