Mauro Marino
Sarà che sono un po' tardo! Anzi l'essere tardo lo rivendico, fermo l'orologio a volte, strappo le pagine del calendario, rallento e guardo. Ehi, che accade? Chiedo. Di troppo intelligenti è pieno il Mondo. C'è gara intorno, e chiasso, tanto. Tutti, proprio tutti, s'affannano. Hanno compreso? Non so! Io no!
C'era all'inizio, la storia di una escort, me l'ero immaginata come una 'matahari', una tosta, vendicativa anche. Una 'donnina', un palazzo romano, un letto grande e un uomo vecchio che la costringe a fare docce fredde in piena notte! Una storia squallida. Orribile!
Via via, trascorrono giorni e notizie. Il privato e il pubblico si mischiano, si torna in Puglia, a Bari, che da li s'era partiti! I magistrati indagano, non era soltanto una storia di 'pruriti' presidenziali. Vengono fuori altri fatti. I nomi? Quello della signora Patrizia D'Addario (le sarà guarita la raucedine?), quello del ruffiano-imprenditore Gianpaolo Tarantini, che faceva affari aiutandosi con la passerina della signora su citata e di altre, molte altre che a volte 'la davano' e altre volte no. A volte prendevano la busta e altre volte no. Affari, quelli del principino Gianpaolo e che affari! Cose di milioni di euro nella sanità pubblica. Un casino vero. E poi? I nomi si son fatti di peso. E' venuto fuori quello di Lea Cosentino, avvocato leccese, 'stella' della nuova sanità pugliese, indagata per turbativa d'asta. Sandro Frisullo ha detto che a lui le donne piacciono, ma non pare essere notizia di reato.
Insomma sesso, cocaina, denari e parole, tante parole. C'è gara intorno, e chiasso, tanto chiasso. Un terremoto!
Il presidente Vendola era in Canada, nei giorni caldi! Certo la “missione” l'avrà rinfrancato. Li c'è fresco e distanza soprattutto, i pensieri non s'affannano, puoi guardare con serenità al futuro. In fondo manca poco e poi sarà gioco aperto. Meglio preparare il terreno. Intorno affilano le lame!
La questione morale se l'erano scordata, la prerogativa, l'humus stesso della rivoluzione di Nichi era rimasto al lato, un optional.
“Vabbè”, si sarà detto il Presidente che non ha voluto diventare Governatore, “mettiamo un po' d'ordine! Vediamo di dare una lucidadina all'immagine un po' stinta del dopoelezioni. Con sta Poli che incalza, con tutti quei babbei che le stanno dietro! Meglio darsi una mossa! Et voilà, la giunta c'era e adesso non c'è più”. Azzerata! Si racconta che non ha dovuto neanche alzare la voce, i suoi assessori hanno rimesso, quieti, il mandato. L'unico vero esito della rivoluzione gentile!
Che cosa accadrà? Si riparte. Pochi giorni ed avremo il secondo governo Vendola. Roba da statisti!
A quanto pare il professore Tommaso Fiore, sarà l'unico che rimarrà al suo posto di guida della sanità pugliese. Vi era giunto da poco in sostituzione di Alberto Tedesco, anche lui 'ferito' da indagini giudiziarie.
Fiore, una persona limpida, un militante, un uomo di testimonianza e di pratiche, un uomo di quella Puglia migliore che in tanti hanno sperato. Un uomo che avremmo voluto vedere attivo già dall'inizio dell'avventura vendoliana. Cosa impossibile per via di bilance e bilancini che una volta raggiunto l'obiettivo dell'elezione stemperano l'idealità politica nella convenienza strategica di partiti e partitini. Sarebbe stata senz'altro un'altra storia. Forse si sarebbe ragionato sul senso della salute, della qualità della vita al riparo da un centralismo economico ed amministrativo capace soltanto di divorare denaro senza produrre benessere, sicurezza, diritti.
Oggi, in realtà, Nichi Vendola appare solo! Questo lo capisco anch'io, che son tardo. A pelle lo capisco, emozionalmente! Ma cosa c'entrano le emozioni con la politica?! C'entrano quando si scorge il limite e torna l'umano a sommuovere la sicurezza del Potere. Non serve più il vestito buono, l'auto lucida, l'addetto stampa e tutto l'ambaradan quando s'avvicina l'epilogo e il successo è stemperato da tante piccole e grandi sconfitte.
Auspica il cambiamento Nichi! Ma è solo! Da solo si dà un'altra chance.
Ha iniziato lui quest'abbandono, votato al “due” che inganna! Capita in politica (...tra il dire e il fare...) specie quando giri le spalle a quelli che ti sentivano compagno, a quelli che non avevano il bisogno di condividere il pane, ma semplicemente di riconoscere nel Presidente uno di loro.
Ti lasciano, iniziano a non capirti, ad odiarti, anche! Non ti interpretano, scoprono che dietro le parole c'è la retorica e che la poetica non vuole avere gambe, energia, possibilità. E' così quando t'innamori. Uno strazio. Poi, la solitudine. E quanti sono gli innamorati traditi da questa rivoluzione mancata che ha bisogno di ri-cominciare ad un passo dal suo epilogo? Moltissimi. Fanno silenzio, son tardi, non capiscono. C'è gara intorno, e chiasso, tanto. Ma, non c'è più tempo, solo uno “squasso di cuori”!
