venerdì, 31 luglio 2009

I Siciliani

I siciliani? Bisogna tenerseli buoni! Anche se fanno guai? Anche se fanno guai!

E ne fanno di guai eh?! Ne fanno, ne fanno! S'incazzano! Fanno sul serio, anche troppo, a volte.

Raffaele Lombardo si sente trionfatore, il piano per il Mezzogiono è tutto per lui.

Gianfranco Miccichè dice che è una ‘sua’ vittoria! Lo “spolpato vivo”, quello che... ebbene sì, la mia vita è spericolata, si veste, quando è d’uopo, da pompiere e per raffreddare le manie di Partito del Sud risoluto interviene: « La priorità è la Sicilia»... ed ecco, subito pronti, quattro miliardi di euro all’abbisogna. Et voilà, la battaglia meridionale non c'è più. Dissolta!

Evidentemente era inutile andare in “tanti” a Sorrento! Vi pare?

Non c'è ideali, forza, intenti comuni da difendere! Trionfa l'arraffo e lo sciogliete le righe. Ah, sti Siciliani! I soliti egoisti. Ma perchè proprio loro???

La Campania ha già avuto la “pulitina”, l'Abruzzo terremotato avrà le case per i terremotati (per tutti?). Gli altri possono aspettare. Ma la Puglia non s'è dimostrata la regione meridionale più virtuosa? Ma è un'altra storia. Qui non centra l'emergenza, il pericolo, il merito!

E' un'altra storia.

Vi immaginate che significa per Lui perdere la Sicilia.

I pacchetti di voti, gli “amici” di sempre, gli amici degli amici e il passato, forse l'Origine! Questione d'Onore!? (Forse, chissà!!! Centra la Vita spericolata?).

Ieri la Puglia è comparsa anche nel TgUno delle 13.30, fatto insolito, la notizia era ghiotta: una mattinata di perquisizioni e sequestri a Bari, nell'ambito di due differenti indagini su sanità e illecito finanziamento ai partiti, mica roba da poco: storie di protesi, di escort, di coca e di soldini. I carabinieri stavolta sono andati ad acquisire documenti nelle sedi regionali di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e Libertà, e Lista Emiliano. Non è una cosa bella! E allora vai con la notizia! Brutti sti Pugliesi. I siciliani sono più bravi i piccioli se li meritano tutti (non fa niente che fanno gli ospedali con il cemento disarmato). I pugliesi sono cattivi, vedete il centrosinistra si fa corrompere! Siamo alle solite.

Giornataccia!

Come se non bastasse ci si è messo anche Antonio Di Pietro, in tour in Puglia. spara a zero e condanna tutti! Tutti, proprio tutti...

...«Le indagini in corso e le perquisizioni disposte oggi dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta nei confronti di Tarantini, nelle sedi della quasi totalità dei partiti del centrosinistra a Bari ad eccezione di quella dell'Italia dei Valori, dimostrano ancora una volta quel che noi denunciamo da sempre: ossia che i corruttori non hanno colore politico, ma cercano di comprare i favori di tutti coloro che sono dentro le istituzioni da destra a sinistra» Scrive, in un comunicato, Antonio Di Pietro e continua... «Dimostrano, soprattutto, che in materia di mala-amministrazione e di corruzione politica non si può fare differenza tra i vari partiti, ma esiste un unico grande virus dell'llegalità e dell'interesse personale che può colpire indistintamente se non si stabiliscono regole etiche, di rigore e di salvaguardia». Tosto?! Ha ragione, non ha ragione. Dubbio amletico!


Comunque a Sud, nella dimenticata Puglia, nel remoto Salento qualcuno (a) come al solito dimostra grande capacità di smarcamento! Il Sud non è solo la Sicilia ha gridato subito Adriana Poli Bortone! E rilancia! Svegliatevi! “Adriana Poli Bortone, Paolo Cairo e Severo Martini consiglieri di Io Sud alla provincia di Lecce hanno depositato una mozione urgente rivolta al Presidente (e Assessore all’Ambiente) della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, affinché assuma una posizione forte e chiara contro l’eventualità di un insediamento nucleare in Puglia”. Non è male!

Lo abbiamo già scritto, in questa storia tra Nord e Sud il nucleare centra!

Sapete chi decide in materia di VIA (valutazione di impatto ambientale)?

Il Ministro dello Sviluppo Economico Antonio Claudio Scajola, ligure di Imperia, politico di lungocorso e nuclearista convinto (era ministro dell'Interno di Berlusconi nel 2001, ricordate i 'Fatti del G8 di Genova'?

Siam messi male!

Quella “strumento” era, fino a pochi giorni fa, di Stefania Prestigiacomo, il Ministro dell'Ambiente. Siciliana di Siracusa, non invitata a Palazzo Grazioli (forse è meglio, vista la fama del luogo) alla cena di lavoro dedicata al Piano per il Sud! Se la son dimenticata!

E' un caso? Non è un caso? Secondo “dubbio”, ma stavolta Amleto non centra. Meglio vigilare! la partita si fa dura e la farsa rischia di diventar pericolosa a suon di decreti legge e di voti di fiducia! Vigilare! Vigilare! Vigilare! E mai conciliare!

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giovedì, 30 luglio 2009

Tempi scuri

Povera Patria!
Nelle pagine 6 e 7 di questo numero de il Paese nuovo, pubblico un lungo commentario che Maurizio Nocera dedica alla poesia di Vittore Fiore. Poesia, pura lingua, puro sentire dedicato con umiltà e profondo rispetto al Sud, al Salento e a Parabita.
Scelgo di farlo oggi, non a caso!
Pierpaolo Pasolini fu difensore dei dialetti. Di tutti i dialetti. Egli diceva:
«Non ho campanile ne culto dialettale» e ancora «Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita».
Con il 'suo' friulano non aveva un rapporto distaccato. Lo coltivava con affetto, come successivamente farà con il romanesco (Ragazzi di vita, Una vita violenta, Accattone), il napoletano (Decameròn), il lucano, il calabrese, l’abruzzese (Vangelo secondo Matteo) e le lingue e i dialetti africani e orientali.
Ne paventava la fine, anzi la preannunziava. E così gli pareva imminente la fine di ogni civiltà contadina e artigiana in ogni parte del mondo. Nei suoi viaggi in Africa e in Oriente lamentava come ogni cultura e, in particolare, ogni lingua venisse sopraffatta dal modello occidentale. Si accostava a qualsiasi dialetto come ci si accosta una lingua straniera; non come a un espediente letterario o formale, da sfruttare per aggiungere «colore», ma con il rispetto che si riserva a una cultura da difendere e salvare dall’aggressione di una barbarie massificata.
Il suo amore, per le tradizioni e le culture popolari lo portò nel Salento alla ricerca di voci, di visioni, di incanti rituali. Una purezza inseguita in quel dolce cantilenare della lingua, l'italiano salentino, che usò ne Il fiore delle mille e una notte, per far parlare la fiaba eterna, per rievocare con la parola le sensuali atmosfere orientali generate da un tessuto linguistico meridionale. Il salentino perchè non inflazionato dall'uso che la «commedia all'italiana» faceva delle lingue popolari, una voce dialettale al riparo dall'usura, che bene si sposava alla surrealtà della sua opera.

Perdonate la digressione, neanche questa a caso!
Che volete farci non tutte le epoche sono “abitate” dalla sensibilità. Ci sono tempi scuri!
Questo è tempo scuro! Senz'altro! Non ci sono i Fiore, i Pasolini a tessere pensiero e poesia, ma altro che è meglio, per decenza, per non sporcarsi, non nominare!
Le lingue e i dialetti, le tradizioni, le culture popolari divengono oggetto scurrile di rivendicazione politica. Dietro nessun pensiero! Solo la paura di mischiarsi!

***

Bisogna saper parlare dialetto per insegnare nelle scuole del Nord! Figuratevi che l'idioma locale, secondo Paola Goisis - la leghista che promuove l'iniziativa in commissione Cultura della Camera mentre si discute di Riforma della Scuola - è più importante di tutto il resto (i titoli di studio? «Spesso risultano comprati» risponde solerte la padano-veneta!!!) Ma vi pare?
Promosse tutte a “minoranze linguistiche” le parlate locali. Immaginate poi se ci mettiamo a cavillare: le piccole variazioni d'intonazione, l'uso delle vocali, gli intercalari le pause, le cantilene più o meno larghe, più o meno strette, a scuola potranno entrare solo i prof. nativi di quartiere.
Sicuramente i saggi padani avranno ragionato su tutto, valutato e deliberato: bisogna che i professori facciano l'esame di dialetto! Figuratevi anche Maristella è daccordo, si può ragionare, dice!
La linea la danno loro ed oggi che il Sud mostra un certo fastidio loro rilanciano. Fanno a chi la spara più grossa. Ma vi pare? Francesco Merlo su la Repubblica di ieri scrive:
«Il leghismo, lo abbiamo detto mille volte, è la tracimazione rancorosa di tutti i più vieti luoghi comuni del suburbio (...) La volgarità gratuita dei leghisti sta avvelenando l'Italia (...) Ai leghisti non interessa la discussione sulle loro corbellerie. Ci provano e basta. Ci provano ogni volta che possono, con l'idea fissa che il professore terrone va cacciato dal Nord».

Vengono loro a raccontarci cos'è l'identità territoriale!

A noi 'fuoriclasse' che abbiamo ri-trovato (senza - ahinoi! -, veramente riflettere e approfittarne per costruire la nostra differenza) le culture contadine, i loro misteri sincretici, le loro sintesi sociali e comunitarie. Vengono loro che per far festa fanno il tiro alla fune, la corsa coi sacchi: sport celtici! Colonizzati, poverini, nella suggestione, con le corna da barbari sulla testa... Che povertà culturale, che superficialità, che orrore il Nord che questi “signori” esprimono! Senza costrutto ne costruzione! Senza pensiero!

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mercoledì, 29 luglio 2009

C'è confusione a Sud

Mauro Marino

Che confusione, sarà perchè ti amo!” cantavano i Ricchi e Poveri ed è il caso di sottolinearlo: i ricchi del nord e i poveri del sud, che s'innamorano dei loro territori, della loro particolarità, del loro piccolo-piccolo, dove l'amore, la confusione si trasformano in paura, in ossessione!
Oppure meglio l'altra versione: “Che confusione sarà perchè ho fumato è un'emozione che cresce piano piano” cantata al liceo da scapestrati giovanotti e scapestrate signorine che 'pari' mai potranno avere nei pallosi ed indeterminati nostri politici.
Quel “fumo” loro certo non lo sanno, quella chiarezza illuminante certo non l'hanno mai sperimentata, quella visione mai amata.
Eppure senza bisogno d'amore e senza fumo loro san fare confusione!
E di che specie! Prendete sta storia del Sud! Sarebbe meglio interrompere qui! Non c'è serietà, nessuna determinazione. A scorrere le agenzie sembra un minuetto! Altro che pizzica pizzica.
Non hanno imparato niente questi! Nessuna vera energia li anima!
Dicono, non dicono, aspettano! Strillano, minacciano, si strappano le vesti ma aspettano solo che il capo risponda, dia un segnale. Nessuna vera rivolta.
Tutto si consuma in spot. Io (love) Sud! Io invece Polo Sud! Poi c'è le alleanze e le leghe, il Partito del Sud tutte puttanate (direbbe il mio vicino di desk e anch'io concordo).

***

Adesso finalmente possono forse tacere e acquietarsi. La parola magica è stata detta. I milanesi concedono “il piano per il Sud”. «Ci stiamo lavorando» ha detto ieri Berlusconi, dopo il voto finale sul decreto legge anticrisi, alla buvette di Montecitorio, a colloquio con il fido commercialista Giulio Tremonti (che non capisce tutto questo allarmismo) e con un gruppo di parlamentari del PdL. Prima s'era sentito e consigliato in aula con l'Umberto. Che manfrine! E quelli già tutti pronti i sudisti a calarsi le braghe. Il condottiero Gianfranco Miccichè “non ha la palla di vetro” e non sa dire come andranno a finire le cose. La vertenza Sud/Nord, sappiamo, l'appassiona, eccome, ma assicura: «non sarò Ministro per il Mezzogiorno», non dicessero che ha fatto tutto 'sto casino per un incaricuccio. In fondo lui è già Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe, che non è poco.
Meglio Raffaele Fitto allora, lui è di “specchiata” lealtà! Il presidente Berlusconi l'ha sempre servito e riverito. Se lo merita un incarico strategico. Si parla di una nuova Cassa per il Mezzogiorno sarà un'altra iattura? Si parlerà senz'altro presto (se ne parla ma con questa vertenza tutto diventa più chiaro) di centrali nucleari come si parlò a suo tempo di Italsider piegando il destino di Taranto?
Il Sud dovrà pur rinunciare a qualcosa, o no? I piccioli, i soldini, lo sappiamo non te li regalano!
Il Sud, il Sud che vogliamo è un altro. Ma loro non lo sanno! Neanche chiedono in giro, ma tu il Sud lo vuoi? Vuoi che sia Sud o vuoi che assomigli al Nord? Chissà che risposta verrebbe. Ho paura di dire quale, certo direbbero lo vogliamo più Nord questo nostro Sud. Questo povero Sud e non sanno che scelgono di morire. Loro, quelli che non sanno l'amore e non sanno le visioni, non sanno la speranza. «L'acciaieria l'ho vista nascere, ero un ragazziono. Ci portò via 100 ettari di terra, oliveti e vigneti, e la odia subito. Ma oggi la odio con tutte le mie forze perchè ha avvelenato la terra, i miei animali, la mia anima» e ancora «se servisse a salvare Taranto, scanneremmo tutti i nostri animali senza chiedere un soldo». Che Sud vuoi? Come la vuoi la terra? E il cielo? E il mare?

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martedì, 28 luglio 2009

Raffaele alla battaglia

Arrivano i “piccioli”, il partito del Mezzogiono non serve, ci son 18 miliardi di euro pronti.

Prima dell'annunciata visita a San Giovanni Rotondo per rinnovare il personale patto con Dio, con la mediazione del buon Padre Pio, Santo del Sud e anche Santo di una certa caratura politica, Silvio Berlusconi manda a dire che è inutile strillare: la “questione meridionale” non c'è, è un'invenzione di quattro sfigati in cerca di potere personale.

Rassicura: il Governo ama il Sud, ha fatto tanto per la monnezza a Napoli, per L'Aquila, per Catania, per Palermo, non ricordate? Ingrati! Ma com'è? Sempre i soliti terroni, a lamentarsi!

Son sempre stati buoni e zitti ed ora tutto d'un tratto, alzano la testa 'sti cafoni!

Così come d'incanto anche il Ministro degli Affari regionali s'è accorto che c'è il Sud!

Era ora! Raffaele Fitto prima, ai tempi della nascita di Io Sud - lo scorso 14 febbraio - sicuro, faceva spallucce. Ne ha approfittato per saldare il patto con i suoi 'fedelissimi' e convincere fuori dal PdL Adriana Poli Bortone.

Figuararsi che avrà pensato di Nichi Vendola che, a capo dei Governatori delle regioni meridionali, tentava, in marzo, di sfiduciarlo. Cose certo irripetibili!

Adesso non può più stare al palo e fare il bravo e disciplinato berluscones, essendo salentino anche se di quelli chic, essendo pugliese egli è meridionale!

Bisogna recuperare posizioni, vedi un po' che qualcuno gli fa le scarpe.

Sta a lui, in fondo, il ruolo politico di mediazione tra le diverse anime di questa nostra povera Italia. “Affari Regionali” si chiama il suo dicastero, se ne fosse dimenticato? Al lavoro ministro, al lavoro!

Ierilaltro - domenica 26 luglio, 'all'indomani' di un sussurrato scontro con Giulio Tremonti in Consiglio dei Ministri - illuminante un'intervista su il Giornale, Fitto dice: «(...) Il Sud ha problemi strutturali che si porta dietro da decenni ed è ora di metterci mano in maniera seria.»

Però, che analisi, che acume, che caratura politica!

Ma continuiamo, alla domanda «Cosa vi siete detti venerdì in Consiglio dei Ministri?» Fitto risponde «Abbiamo convenuto che, vista la crisi economica e l'emergenza terremoto in Abruzzo, il governo ha lavorato bene. Ma anche che ora è arrivato il momento di fa diventare il Mezzogiono il punto fondamentale dell'agenda». Su questo Giulio Tremonti si sarà certo un pochettino incazzato? Non è dato sapere!

Anche Telerama sembra essere dell'ultima partita del Ministro di Maglie e ri-lancia la sua campagna di promozione dei prodotti locali. ‘Comprate salentino’ è un po' dire ‘non comprate prodotti del Nord’! Sacrosanta difesa del territorio, delle sue peculiarità! Che cosa c'è di meglio d'una frisa? Specie se a condirla c'è Silvio, dice Raffaele: «(...) Ci vuole lo Stato. Il governo deve mettersi in cabina di regia. Per quanto mi riguarda mi basta che Berlusconi abbia detto che il regista vuole farlo lui». Speriamo non usi molta cipolla! (5.continua)

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lunedì, 27 luglio 2009

La parola Sud

Antonio L. Verri


Noi abbiamo un nostro modo di fare letteratura. (...) Siamo incappati, e ce ne fa piacere, in qualche accidente o in qualche lettore che, scorrendo nostre cose (...) ci ha chiaramente detto quanto segue: «a voi piace giocare. Bene. (...) Perchè non andate a cercarvi qualche altro spasso? (...) Badate che la letteratura è una cosa seria... Tutto questo mi sembra un gioco abbastanza vuoto e inutile!».

Pronti a servirti lettore. (!!!)

***

(...) Non è affatto vero che tutto sia gioco di parole, inattivo e fine a se stesso.
Siamo partiti col dire che poesia non è sinonimo di ‘estasi’ o di ‘perdizione’. E poi la parola non arriva mai sola, nè vuota.
Tu prendi la parola Sud per esempio (ma potresti anche prendere processione, industria, contadino, tarantolata, ecc.), cerca di infilartela, lettore, nelle orecchie, quindi cacciala dal naso, poi passala negli occhi e dopo falla uscire dalla bocca.
Se non ti basta, prendi un bel pò di pane (se duro è ancora meglio) e pomodoro e condiscilo col Sud, o se vuoi infila un dolce Sud in tasca e dimenticatelo per qualche tempo.
Ancora. Porta il Sud in lavanderia. Sciacqua e risciacqua te lo vedrai sempre nero e pronto per essere di nuovo riscia cquato, in acqua calda stavolta.
Adesso dimmi tu, o lettore, se questo è un gioco fine a se stesso, inattivo, sterile o da diletti infermi. Non ti pare che agitando e sbattendo la parola Sud (ma poteva essere processione o contadino o altro) noi non abbiamo fatto altro che mettere in evidenza il problema Sud e se vuoi contadino o se vuoi tarantolata? Non ti sembra questo un processo attivo e fertile? E non ti sembra che alla parola Sud siano legati, per noi che scriviamo e per te che leggi, un bel pò di sensazioni, di nuove scoperte, di nuove idee? Quindi se facciamo una prova poetica, narrativa, giocando con questa poesia o questo racconto è utile e necessario? Allora è un bisogno, una necessità? Così ci pare.
Anzi prova un po’, se ti riesce, dopo tutto ‘ sto processone, a scaricare il problema Sud o a perderlo un solo minuto di vista, o a mettere da parte tutte le sensazioni e idee che ti dà.
Macchè, te lo troverai sempre incollato addosso. O sul pane o negli occhi, nell’America e nei pantaloni anche. Bene, tu sei, e noi lo sappiamo in perfetta buona fede. Ma non è su questo che ci si deve scontrare. Bensì sulla letteratura carica di promesse di potere! Sulla poesia da passeggio o da paesaggio! Sulla poesia anche amorosa o ammaliante o timida di primi voli e quasi diario di adolescenti che hanno quaranta o cinquant’anni, o di quelle vecchie e nuove cartoline su cui si esercitano da sempre! Sui nostri cari editori! Diciamolo chiaramente: chi non paga non pubblica. E chi può pagare, quasi sempre fa poesia da passeggio!
Ci sarebbe anche dell’altro, certa stampa compiacente, per esempio, o certe vuote testoline sempre bene in vista in qualsiasi “festival di cultura”... Guarda, troviamoci. Si vedrà...

* da (Caffè Greco, fascicolo unico di letteratura) Ottobre 1980.

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sabato, 25 luglio 2009

Ma tu, ti tocchi, a sud?

Sul blog mi han detto di smetterla, che consumo parole a vuoto. Tanto poi chi ti legge?

APB d'azzurro vestita, alla prima del Gabbellone in Provincia, ha detto, appellando un collega: A voi di Paese nuovo, «Vendete ancora 84 copie? O sono aumentate?». Forse sì, forse no! Da un pò siamo solo in rete, si figuri senatrice, al riparo pure noi, chi vuole che ci legga. Intanto scriviamo, non ci tratteniamo. Sa, fa bene alla salute, sfogarsi!

L'avrete notato il “forse” è la mia costante. Sono inquieto, la parentesi del dubbio è vita. T'aiuta a guardare, a leggere a tenere presente l'accadere.

Non tutto s'intende.

Mi distraggo anche, anzi il più delle volte.

Vivo di suggestioni.

Mo c'è sto Sud che perseguita e, non manca giorno!

Se n'è accorto anche il “Non Santo”, il “Tombarolo”. S'inquieta. Dice che bisogna far qualcosa non si sa mai co 'sti siciliani! E' certo che il suo ex dipendente in Publitalia 80, non lo tradirà. Il Partito del Sud di Gianfranco Miccichè, Marcello Dell'Utri e Stefania Prestigiacomo (ma ci dobbiamo mettere anche Adriana Poli Bortone? gli vuole bene ancora al Presidente multiescort? Speriamo no!) non ci sarà!

Pensa di gratificarlo Gianfranco, Lui è sensibile, lo vuole fare regista del Piano Strategico per il Mezzogiorno (meno male che non ha parlato di Piano Marshal per il Sud. Lui lo cita sempre quando deve ammaliare le platee, convincerle, il “Piano per la ripresa europea” ideato dal segretario di stato statunitense George Marshall all'indomani della Seconda Guerra Mondiale).

E Fitto Raffaele che fa? Sfiorisce nel cuore del suo Padrino?

A fare il bonaccione si passa sotto!

Non ha fatto una gran bella figura il giovanotto di Maglie in tutta questa storia neosudista. Certo, lui è mazziniano convinto, avrà letto Sigismondo Castromediano, si sarà innamorato delle getsa risorgimentali di Antonietta De Pace, di sicuro sarà anocra affascinato dall'epopea garibaldina. Lui è per l'Italia, insomma, per l'Italia unita o una e trina, al massimo!

***

Che confusione! Nonostante il vociare inconcludente (del Sud) a Nord procedono!

Loro van per le spicce, c'hanno abituato! E, mentre la scuola italiana precipita in fondo alle classifiche Ocse-Pisa (il Programme for International Student Assessment, nato per valutare, stimare, accertare il valore degli studenti e dei percorsi formativi) e nel baratro della banalizzazione

A Vicenza, in consiglio provinciale decidono (con voto trasversale) che non vogliono i Presidi originari del Sud! Solo veneti li vogliono i capi d'istituto! Anzi di più solo vicentini! Potenza dei territori, della difesa della particolarità! Ognuno a casa propria!

Tu puzzi, io no! Tu non ti lavi, io si! A questo siamo? Cronaca ordinaria della deriva nazionale, il nostro macho scopriamo dispendia consigli alle sue amanti. Dice alla Mata Hari Patrizia “devi toccarti con una certa frequenza”. Toccarsi dove? Lì! Far da sola insomma, col suo sud!

Significativo: da sola! come quelli di Vicenza, della Lega, gli impauriti misogini che ci governano!

Ma tu, ti tocchi? E viene in mente la grande Moana Pozzi nell'insuperabile imitazione di Sabina Guzzanti. L'ironia, la carica eversiva di Moana è perduta. Non c'è più.

Neanche quel coraggio c'è più!

Di “partito dell'amore” c'è rimasto quello di Silvio Berlusconi: "La Casa della Libertà è il Partito dell’Amore - diceva- a differenza del Partito dell’Odio capitanato da Prodi”. Certo, bisognerà perdonarlo! Così in fondo sembra dir Nostra Madre Chiesa!

(4.continua)

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venerdì, 24 luglio 2009

Prototipo Arneo!


Prima si vedevano in giro, i Prototipi, strane automobili, mimetizzate e fascinose. Le incrociavi, lungo le provinciali. Potevi a volte ammirarle in sosta - Piazza Partigiani era una delle mete leccesi - pensarne le linee nascoste sotto gli ampi tratti di nastro adesivo che mascheravano le carrozzerie, immaginare di stare seduto affianco del collaudatore a posto di quelle strane sagome piene d'acqua (delle taniche sedute) che simulavano il passeggero. C'è un impianto di collaudo da qualche parte si sussurrava, verso Porto Cesareo. Non sapevi se essere orgoglioso: “qualcuno” aveva scelto le nostre strade a riparo della ricerca. Il Sud, il nostro Salento, ce lo figuravamo come un grande autodromo. Poi pian piano la pista si fece realtà ai nostri occhi: magia di Google Maps che ha gli occhi sul satellite. Se la guardi dal cielo fa impressione.

Ed anche se ci passi di fianco andando al mare – capita a chi frequenta i lidi a Nord di Porto Cesareo ed usa la provinciale verso Avetrana – impressiona quel recinto di cemento con le paratie alzate a proteggere la segretezza di quanto accade al di la.

Un orribile muro non certo all'altezza di quanto i politici e gli amministratori della Nardò Technical Center s.r.l. Propagandano: un “centro di sperimentazione del veicolo unico in Europa per strutture e servizi al Cliente” così recita un sito della Prototipo.

Noi vediamo solo uno squallido muro nessuna armonia con il paesaggio. una ferita lunga un bel po di chilometri preda dell'incuria e del fuoco. Si potrebbe obiettare: “Ma è un muro, soltanto una recinzione. Sì, ma ci sono muri e Muri e ci sono aziende ed Aziende.

C'è chi è capace di valorizzare la sua presenza in un territorio e chi del territorio che lo ospita se ne fotte! La Nardò Technical Center s.r.l., se ne fotte, evidentemente! Dell'ambiente e delle persone, viste le ultime notizie sulle sorti delle maestranze e dell'impianto.

la Prototipo, la pista è in Localita Santa Chiara di Fattizze nell'agro di Nardo, nel cuore dell' Arneo (vi ricorda qualcosa l'Arneo?), «l'anello, in una corona di macchia mediterranea, fantastica e splendida» così se la figurò la neretina senatrice socialista Maria Rosaria Manieri che, in veste di Assessore al Turismo della fu Salento d'Amare, siede a fianco del dimissionato vice-presidente della Regione Puglia Sandro Frisullo, grande fan della Nardò Technical Center s.r.l.

Potete goder di loro andandoli a cercare su www.portadimare.it, son felici e beati. Orgogliosi del loro Salento innovativo ed esclusivo! Al servizio dell'industria automobilistica che garantisce tutela dell'ambiente, destagionalizzazione, posti di lavoro garantiti e “giri in automobile”...

***

All'interno del recinto c'è “una pista circolare per autovetture, una per veicoli industriali, una pista dinamica per autovetture e una per veicoli industriali e poi piste sterrate, una pista rumore e una con pavimentazioni speciali , un laboratorio emissioni 4 x 4 e le officine a disposizione del cliente (per uso esclusivo)”. A tutto questo s'è aggiunta la nuova pista di handling, ispirata al tracciato del Nürburgring, inaugurata il 5 giugno 2008.

Leggiamo in rete, questa volta su www.nardotechnicalcenter.com:“Il circuito è lungo 6222 metri con un chilometro di rettifilo, una larghezza della sede stradale che varia da 12 a 15 metri, pendenze variabili, 16 curve, ed è il primo lotto di un progetto generale che prevede una lunghezza complessiva di 12 km. Un percorso misto dove sono state create tutte le condizioni per testare l'affidabilità di un prototipo di automobile, realizzato per far fronte alle richieste dei Costruttori Automobilistici e degli esperti del Motorsport per i veicoli dinamici. Le sue curve soddisfano le esigenze per il test di veicoli e pneumatici. La nuova pista arricchisce e quindi completa il sistema di servizi e strutture del Centro di Sperimentazione per tutte le attività di test automobilistici”. Una gran bella pista che date le condizioni climatiche del nostro Salento potrà essere attiva a ciclo continuo, 365 giorni all'anno. Che gran bella cosa! Ma ne siamo sicuri?

Il Sud riparo alla ricerca e la sua bellezza ostaggio. Ci sono paradossi. Bisogna ringraziare i militari se possiamo ammirare una certa integrità del panorama a Sud di Otranto?

Dobbiamo ringraziare la Nardò Technical Center se una porzione di Arneo mantiene intatto il suo pregiato microclima? Forse sì! Forse è così!

Ma ci vuole più cura! Almeno quella da parte di questi signori. Quel muro, quel muro chessò renderlo guardabile, piantarci degli alberi, un'alta siepe di sempreverde, delle essenze, dei fiori. Ogni tanto un'insegna con il logo dell'Impresa. Ci son tanti modi per fare il bello. Basta volerlo, tenere cuore e cervello!

Pochi giorni un incendio di proporzioni enormi si è sviluppato all'interno della pista. “La cause che hanno determinato l'incendio sono arrivate probabilmente dall'esterno della pista. Pare che il primo focolaio si sia sviluppato nei pressi di un cancello in ferro che collega con la struttura alla strada. Il forte vento di tramontana avrebbe fatto il resto. Fortunatamente le fiamme non hanno intaccato i serbatoi di carburante che si trovano all'interno del recinto, né strumenti o apparecchiature dell'impianto. La direzione della pista, allertata di quanto stava accadendo, ha inviato sul luogo la squadra antincendio che opera all'interno della struttura e successivamente avvisato il Centro operativo dei vigili del fuoco. Sono state necessarie più di sei ore per placare definitivamente il fuoco e l'ausilio di due Canadair”. Oltre dieci ettari di macchia mediterranea sono andati perduti nel cuore dell'Arneo. Li sentite i canti confusi al rombo dei Prototipi. Gli scorgete gli occupanti avvolti dalla polvere di terra rossa che s'alza sulle sterrate del collaudo? L'Arneo, l'Arneo!

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mercoledì, 22 luglio 2009

Milano! Capitale del Mediterraneo?

- A Sud, a Sud! A Sud dei Santi!

- Dove guardi? Cosa vedi?

- Vedo il mare!

- E poi?

- Ancora mare, e mare, e mare. Spazio, tanto che inquieta! Non si placa questo cercare!

- Dove guardare?

-A Sud, a Sud!

***

Abbiamo già citato il Fanciullo di Puglia e la sua utopia. Sull'enciclopedia leggiamo: “Federico II era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l'attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari, nel bene e nel male. Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa e di innovazione tecnologica e culturale, volte ad unificare le terre ed i popoli, fortemente contrastata dalla Chiesa. Egli stesso apprezzabile letterato, fu convinto protettore di artisti e studiosi. La sua corte fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, araba ed ebraica”.

Non vi vedete la chiave di ciò che oggi è necessario? Ciò che è stato dovrebbe essere sempre di insegnamento al presente! Specie in Politica. Non s'inventa nulla. Non ce n'è bisogno!

***

Ecco, vorrei dire che il Sud è un sentire, uno stato d'animo, un atteggiamento “filosofico”, un'aspirazione.

Un tranello anche, dove non cadere se si tinge di stantìo folclore. Di ovvietà. Di retaggio.

Il Sud è nella bellezza del vuoto ed è quel vuoto che bisogna tornare a riempire di contenuti. C'è un punto di mancanza che deve divenire novità! Possibilità anzi, di un'altra Storia. Matura e cosciente di ciò che sinora è stato errato: un modello inadeguato, a dimensionare la prospettiva del Futuro nella sostenibilità, ci domina. Ci sono ferite difficilmente sanabili. Il cielo stesso ne porta il segno e il mare, e l'aria... conosciamo come il 'progresso', il valore e il portato economico, poco si affinino alle peculiarità della Terra. Ai suoi Sud, ai suoi Nord. Ai suoi desiderata di equilibrio.

Sappiamo di disastri, la cronaca ne è piena. Ogni giorno il rosario è lungo. Poi vengono le parole, ad ammalire, la Politica è padrona delle parole e della promessa della felicità eterna. Glamour e menzogna la ricetta del nuovo populismo! Ma basta!

Sud, sud! Riprendersi il Sud la sua Storia, tutta intera, sperarla viva, al riparo dal nulla che ci Governa!

***

A proposito, ieri «Non sono un santo, speriamo lo capiscano anche quelli di Repubblica» corre ai ripari e parla di Sud: «Stiamo preparando un piano per il Mezzogiorno» ha dichiarato durante la cerimonia per l'inaugurazione del cantiere della Brebemi, l'autostrada direttissima Brescia-Milano. Anche ieri l'altro il ‘non santo’, aveva parlato di sud, a Milano, nel corso del Forum del Mediterraneo. Ma il tono era diverso, nessuna concessione anzi, un sonoro schiaffone al Mezzogiono d'Italia, alla Puglia e a Bari (che pure tanto ama!!!).

Sapete qual'è la capitale del Mediterraneo: Milano. Ci son pure i navigli. Silvio Berlusconi ha proposto la sua città come sede della Segreteria Economica dell’Unione per il Mediterraneo, l’organismo internazionale lanciato lo scorso anno da Nicolas Sarkozy per incrementare i rapporti con i Paesi del Nord Africa. Sentite cosa ha detto in proposito Carlo Sangalli: «Milano, crocevia che unisce il sud Mediterraneo al Nord Europa, l’ovest con l’est, è da sempre ponte naturale sul Mar Mediterraneo per posizione geografica e ragioni storiche» e non è l'unico il presidente di Confesercenti ad essere rapito dalla suggestione padanocentrica, il coro è fitto di voci!

La maestrina Maristella intervenga! Chiedono a gran voce i 15.000 bocciati alla maturità di quest'anno scolastico. Un po’ di giustizia almeno un ‘debito’ in Geografia se lo meritano Moratti e Co.

«E' Bari la capitale del Mediterraneo» replica con un’interrogazione rivolta al Governo Adriana Poli Bortone! Noi pensavamo Acaja, col suo Castello Medievale, Mediterranean Peace Forum, organizzazione non governativa costituita a Parigi nel 2006 in ambito UNESCO. Vabbè... la Pace è cosa diversa dell'Economia no? Cosa ne penserebbe il ‘Sultano battezzato’, Federico, dico, ‘Stupor Mundi’?! Milano o Bari? Foggia, di certo risponderebbe. Foggia o Castel del Monte!

Li dove s'alza il falco!

(3. continua)


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categoria: politica, salento


martedì, 21 luglio 2009

Parole chiave: Cultura e Speranza

Simona Manca è Assessore alla Cultura della provincia di Lecce


Cultura, parola chiave del Salento degli ultimi vent'anni. Piccole e grandi regie hanno costruito un'evidenza territoriale che moltissimo deve all'operare dei suoi creativi spesso e volentieri (sì, volentieri, proprio con gusto, con tenacia anche) traditi, 'usati' ed usurati dalle necessità del fai e disfa politico, che non ha Cultura da difendere, da nutrire se non quel poco poco che basta a far clamore! Il gusto dell'Io, della primogenitura, del taglio del nastro e della foto con la star. Il passaggio Tv e il ritorno in voti! Questo conta, per il resto viva l'ignoranza! Divertitevi, se potete.
Fu al tempo delle amministrazioni guidate da Lorenzo Ria (dal 1995 al 1999 e dal 1999 al 2004) che il Salento nacque come luogo di tendenza e di autonomia culturale. Un buon fare? Non so dirlo, c'era respiro, c'era entusiamo, c'erano idee! C'era una concomitanza e una contingenza storica che certamente quell'Amministrare intercettò inaugurando una stagione di attenzioni rivolte alla Cultura, pensando ed attivando un Assessorato votato alla presenza e al pensiero. Un intuizione importante con molte altre in materia di tutela e valorizzazione del territorio.
Il Novecento all'epilogo filava la sua trama. Il Mondo iniziava a capovolgersi ed anche le tensioni culturali sentivano l'umore diverso di un Sud che chiedeva spazio, scena, nuovi interpreti! Non c'era paura! Neanche quando vennero dal mare per invaderci - non i Turchi stavolta ma i disperati liberati dalla soggezione - il Salento preparò l'accoglienza! Si mostrò capace di elaborare quel conflitto integrando e riscoprendo la Tradizione, ritrovando la sua vocazione Adriatica e Mediterranea e sperimentando la grande suggestione contaminativa.
Nel novantuno con gli albanesi venne anche “Fuecu” dei Sud Sound System a sdoganare il mescolarsi delle lingue, del dialetto con il sentire musicale. La spiaggi di Torre dell'Orso fu approdo di migranti e di colorate tribù danzanti. Quella necessità espressiva che trovava sfogo nel raggamuffin fu il primo motore (un piccolo gruppo elettrogeno alimentava, in campagna, la consolle di Dj War) d'una stagione ancora in gran parte inesausta.
La musica stessa si indentificava (e ancora si identifica) con il Salento. Non solo la pizzica, sia ben chiaro! La musica, il suono, il sibilo lungo del frusciare dei sonagli era (ed è) l'essenza d'un cercare che ha trovato nel corso del tempo modi e modalità per mostrarsi, per oggettivarsi, per divenire scena. Non è un caso che il Cinema salentino abbia trovato nella musica il motivo del suo primo esserci. “Pizzicata”, “Sangue vivo” nascono dall'incontro di Edoardo Winspeare con la 'festa' di Alla Bua e di Zoè e anche le 'fluide' immagini di Italian Sud Est assorbono i suoni sincopati delle dance hall.
Koreja, prima, aveva ri-portato il Teatro nella Terra del Rimorso che s'era dimenticata (e ancora si dimentica) di Carmelo Bene. Negli anni Ottanta da Aradeo passò la 'meglio gioventù' della ricerca terzoteatrista, un lavoro lungo che è enormemente maturato 'regalando' al territorio un Teatro Stabile d'Innovazione.

***

Si parlò di Rinascenza in Salento e l'Accademia di Lucugnano di Girolamo Comi trovò (e continua a trovare) nuove voci, nuovi autori, nuove esperienze!
Anche dove si credeva di non poter ‘dire’ s’è detto e si continua a dire. Tanto è accaduto, tanto continua ad accadere, anche troppo ormai.
Un troppo che soffoca, claustrofobico che non ha memoria votato a ripetersi.
Mancanza di politica dunque, di governo: l'attenzione, la cura è sfiorita nel molto.
Cinque anni fa avevamo auspicato una fase di decantazione di quanto gli anni Ottanta e Novanta avevano portato in dote ad un territorio rimasto per lungo tempo al lato dei grandi flussi culturali. Decantare significa aver cura, proteggere, dare tempo, favorire che il meglio si rafforzi diventi risorsa, costruisca ‘virtù’ ed economia.
La cultura è Bene Comune che ha necessità di tutela. Non serve lo show al Salento, non serve la vetrina, non serve l'impermanenza dell'atto ma al contrario processi che aiutino e facilitino la ricerca e la sua condivisione. La coniugazione di necessità.
L' Amministrazione di Giovanni Pellegrino ha portato a termine due operazioni importanti l'affidamento degli spazi del Centro Nazionale Opere Salesiane (le attuali Manifatture Knoss) ad un cartello di Associazioni nate per l'occorrenza e la restituzione dell'ex Convitto Palmieri e della vecchia sede della Biblioteca Nicola Bernardini alla città di Lecce.
Di altro significativo registriamo ben poco. Molti tentativi ma poco è stato portato a maturazione. In sostanza l'assessorato alla Cultura dell'ultimo centrosinistra alla Provincia di Lecce (tenuto prima da Sandra Antonica e poi direttamente dal Presidente) ha mancato il compito di armonizzazione e di “governo” del fare creativo. Non ha saputo guardare perchè non aveva occhi e tempo per guardare. In questi anni s'è inseguito il riconoscimento Unesco, si sono inseguite le Fondazioni e un'internalizzazione priva di senso, di necessità. S’è dimenticato molto, tantissimo favorendo una dimensione particolaristica, amicale di una cultura con la ‘c’ minuscola. Il presidente ‘scrittore’ ha mancato l’aspettativa!
La nuova giunta di Antonio Gabellone che farà? Che farà Simona Manca vicepresidente con delega alla Cultura, Musei, Biblioteche e Mediateca Provinciale? Speriamo abbia le competenze per dare direzione a ciò che ha sperimentato lo sgoverno e l'approssimazione.
Speriamo inauguri una stagione di ascolto e di valorizzazione piena della risorsa culturale riprendendo un lavoro bruscamente interrotto in none d'un mai avverato Grande Salento.
Il primo atto di Antonio Gabellone (ancor prima della nomina della giunta) è stato fatto su Torcito, pochi giorni fa. Anche quella scommessa rimasta irrisolta del Parco Salento immaginato negli anni Novanta. Il fulcro anzi di quell’idea di politica integrata. Un luogo di studio e di ricerca, una residenza creativa attrezzata e capace di dialogare con il Mondo. Questo doveva diventare Torcito. Così non è stato nonostante gli sforzi, gli appelli, le iniziative che li hanno precariamente abitato.
Si uscirà dall’improvvisazione? Si uscirà dal dover dire si a tutti! Si troverà il coraggio d’avere rigore, chiarezza di linea, volontà di far cultura?
Le risorse ci sono, troppe abbiamo anche detto. Ascoltarle potrebbe essere il primo atto di un buon amministratore. Aprire una fase d’incontro per poter pensare insieme! Conoscere è passo che precede l’agire. Il fare, lo sperimentare.
Auguri, e buon lavoro.
Noi staremo a “guardare”!

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lunedì, 20 luglio 2009

Obama non Masaniello


Che disturbo questo Sud.

Di Lega meridionale ancora non se ne parla! Non sarebbe carino!

Lo ricordate Giancarlo Cito? Lui sì che aveva ‘coraggio’, la sua Lega si chiamava di nome “AT6” come la sua televisione e di cognome “d'Azione Meridionale”. Da buon ex missino ed ex pompiere eroe sapeva come fare a menar duro! Nel 1993 si fece sindaco di Taranto, pensate ancor prima d'un qualsiasi Roberto Maroni dotò i suoi vigili urbani di manganello! Tosto eh?! Un pò troppo viste le amicizie sconvenienti e gli esiti giudiziari! Tant'è.

Tempi lontani, oggi non servono gli arditi, gli avanguardisti, i 'capatosta', basta fare 'movimento' ed aspettare. Qualcuno passerà che ti dice: «Ma guarda un pò l'avevo pensata pur'io! W il Sud! Facciomogliela vedere chi siamo! Orgoglio, orgoglio, orgoglio! In culo a Bossi!» (per dirla alla Bossi).

Movimento, sia chiaro, con tutto quello che la parola comporta in materia di mimetismo, di trasversalismo, di attesismo e di tattica. Le opinioni son mutevoli e il 'ragionare' certe volte fa miracoli e persone distanti, che non l'avresti mai detto, s'avvicinano. Oggi poi, di questi tempi, le ideologie son bell’e sepolte, le appartenenze non servono a nulla e il Rigore, l'Etica, il Credo son desueti strumenti non più utili alla politica.

Ed ecco che all'ombra degli interessi meridionali fioriscono alleanze!

Verrebbe da sperarci in un Sud politico organizzato. Ma è vano ciò che appare, è un riposizionamento di vecchia (vecchissima) classe dirigente! Nulla di serio, oltre le parole, pare venire. A Sorrento i sodali di Gianfranco Miccichè si son visti lo scorso week-end per un seminario. Han presentato gadget, manifesti, campagna di lancio, l'ex uomo di Publitalia il suo mestiere di venditore lo sa fare: la pubblicità è l'anima del commercio e non solo... ahinoi!

Parole, folklore per far bau! bau!! bauuu!!! Richiami ruffiani in attesa di risposte dalla casa madre, da Milano. Nulla di più! Non fatti, non certo testimonianza di politica ‘nuova’.

Perchè Miccichè non è passato da casa di Marcello Dell'Utri e da buoni palermitani non si sono uniti ai loro concittadini e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per onorare l'eroe della legalità Paolo Borsellino? Perchè non hanno sventolato, incazzati pure loro, la scomparsa Agenda Rossa del giudice? Perchè non si son messi a gridare «Paolo è vivo!, vogliamo sapere, vogliamo giustizia?» Sarebbe stato un segno, una novità! Ma, non si fa! Non possono farlo!

Già di certo vi sarà capitato di leggere cosa ha detto a proposito Maurizio Gasparri che ha definito il nascente “Partito del Sud” «una discarica dove raccogliere politici falliti in cerca di poltrona insieme a megalomani e mancati ministri», bella analisi vi pare?

***

Lo stile lascia a desiderare ma il capogruppo del PdL al Senato sapete com'è, non si regola, è fatto così. A parere di Agazio Loriero, presidente della Regione Calabria (sodale di Raffaele Lombardo in altro movimento sudista): «Parla e non sa quel che dice». Condividiamo, ma i dubbi restano, anzi, si moltiplicano.

Questa ricerca d'Orgoglio, tutta chiusa nel recinto della politica, non ha nessun elemento di stimolo, non sollecita, è cosa chiusa: non la discarica gasparriana evoca ma una piattaforma di riciclo, quello sì!

Qualcuno, fra i più dotti, fuori dal coro scomoda Federico II, il Fanciullo di Puglia, la meraviglia del mondo.

Federico nacque nel 1194 da Enrico VI (figlio di Federico Barbarossa, pensate come s'incazza l'Umberto solo a sentirne il nome e vi fate l'idea di quanto è sovversivo parlarne) e da Costanza d'Altavilla (figlia di Ruggero II il Normanno). Venne al mondo a Jesi Federico Ruggero, nella Marca anconitana, mentre l'imperatrice stava raggiungendo il marito a Palermo, incoronato appena il giorno prima, il giorno di Natale, re di Sicilia.

Partorì in piazza Costanza, pubblicamente, sotto un baldacchino. Che tempra! Bella storia no?!

Gente del Nord, innamorata del Mediterrano, capace d'apprezzarne l'incanto. Di farsi interprete d'una particolarità, di un temperamento, di una possibilità di autonomia.

Di nutrirla, di crescerla, di rafforzarla nelle sue qualità.

Oh Sud! Oh Puglia!

E' quella tempra che torna al Nord oggi, vestita da migrante-intellettuale, da studente neo-laureato. In cerca di destino.

Non c'è sud o nord, c'è il Mondo che s'apre nei pensieri di costoro, certo ci sarà perdita, malinconia, paura forse. ma son capaci, sanno!

L'avventura, il voler esserci muove il passo e la consapevolezza di doversi dare.

Scrive Giuseppe De Tomaso sulla Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 11 luglio: «I 700mila ragazzi che, negli ultimi 11 anni, sono partiti dal Sud diretti al Nord, sono il popolo che vuole fermare il destino cinico e baro. Sono i moderni Ulisse, o i piccoli Obama, che non hanno paura di navigare in mare aperto...».

Già, piccoli Obama! Non Masanielli! Fanciulli di Puglia capaci di farsi stupore, meraviglia, unicità al Mondo!

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