martedì, 31 marzo 2009

Voltagabbana

C’era un tempo in cui i voltagabana - il Nuovo Zingarelli dice che voltagabbana è “chi, per utilità personale, muta facilmente opinione e partito” - non erano ammirati in politica. La ‘fede’ nel riparo delle ideologie, delle appartenenze e dei ‘partiti forti’ faceva fatica ad esporsi se solleticata dalla necessità di mutar casacca. All’occorrenza “rossi rossi” per la vergogna i protagonisti se ne stavano in disparte a fare autocritica elaborando il cambiamento. C’è un libro bellissimo che ci racconta uno di questi dolorosi travagli: “Il voltagabana” il titolo, di Davide Lajolo.

Oggi non s’ usa!

L’autocritica è considerato un ‘ferro’ del comunismo. Un’inutile incombenza, la coerenza, una tortura psicologica che non val la pena affrontare.

Derubricata ogni tenuta etica e morale la libertà trionfa e la politica è popolata di voltagabana. Solo una sbirciatina al parterre del padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma, nei giorni della nascita del “partito degli italiani” e agli occhi venivano lacrime di commozione nel vedere socialisti diventati integralisti cattolici, ex comunisti trasformati in diligenti lacchè del leader massimo, radicali ammansiti ed ex picchiatori fascisti che con nonchalance al fiero “alalà” della giovinezza sostituiscono il più rassicurante “Meno male che Silvio c’è” (l’olio di ricino ci vorrebbe! Pardon per l’intemperanza!).

Desolante!

Anche dalle nostre parti pare sia di moda “il salto della quaglia”. L’odore elettorale smuove i sensi e il politico specie quando non di razza, scalda e fiuta nuovi territori preso dalla innata voglia di esplorare altre sponde, altre convenienze.

Dario Stefano è stato il primo in questo scorcio di stagione. Da ex presidente del gruppo consiliare de “La margherita” in consiglio regionale, da ex presidente dell’assemblea provinciale del Pd e da presidente della IV° commissione consiliare permanente “Sviluppo Economico” (la dote non si molla) le sue ali hanno puntato a sud, gli è bastato un modesto libro, la presentazione in pompa magna con Pierferdinando Casini, e ha potuto affermare in tutta tranquillità anch’io “sudo”!

In questi giorni folgorato sulla via di Damasco è stato Daniele Montinaro quello di “Spazio ai giovani, ma senza demagogia”, arruolato come outsider di sfondamento (al centro, ma con influenza anche alle ali estreme) nella lista civica del prode Antonio Rotundo è passato in “soccorso” più che in “forza” al centrodestra: una buona azione per Lecce! Che avranno detto tutti quei creativi chiamati a raccolta nel suo comitato elettorale? Delusi? Ma chi se ne frega! La dote non si molla!

Adesso i rumors soffiano il nome di Lorenzo Ria! No! non ci credo! Non è possibile! E che è, un rompete le fila!? Non c’è più colla? Un senatore del Pd! Certo potrebbe anche vendicarsi, in fondo l’hanno fatto penare! Bha!!!

Meno male che sui muri della città qualcuno ci ricorda “Ci sono”!

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giovedì, 26 marzo 2009

L'assessore impreparato

Un tempo si faceva l'Inchiesta. Si raccoglievano, voci, si tentava di capire la condizione di vita e gli orientamenti delle persone. Si faceva il questionario, sempre in cerca di domande efficaci e delle giuste interpretazioni. Si aggregavano i dati, qualità e quantità ispiravano le scelte, la “certezza” della linea, il fare. Antico costume del movimento operaio e di quei dirigenti attenti e scrupolosi che un tempo lo guidavano.
E, i numeri (solo quelli però!) sembrano essere divenuti la cosa fondante della politica contemporanea, votata al mercato, ai sondaggi, al ritorno mediatico e anche, qualche volta, all'amministrare. Ogni stanziamento di finanza pubblica dovrebbe fondarsi su una necessità dettata dai numeri, dalla statistica.
Scienza più o meno esatta - per alcuni (me compreso) pallosa e pedante - la statistica, se ben fatta (un collega mi dice: ci sono due tipi di menzogne: le bugie e la statistica), svela l'incidenza di un fenomeno sulla vita sociale di una comunità. Motiva la politica e l’aiuta a mirare meglio per capire dove, come, quando intervenire.
E' costume più o meno condiviso in quelle che siamo abituati a considerare “buone pratiche”: conoscere è il primo passo per fare con efficacia.
Ma veniamo alla questione: si può convocare una conferenza stampa e non saper rispondere alla domanda che chiede i numeri, il dato che fonda l'intervento? Pare di si! Accade!
“L'educazione di un popolo si giudica dal contegno ch'egli tiene per strada” strilla (nientemeno che) Edmondo De Amicis (quello del libro Cuore) dalla prima pagina della brochure che presenta Scegli la strada giusta campagna 2009 per la sicurezza stradale che la Provincia di Lecce realizzerà in sinergia con l'associazione onlus Filovita.
Intervento complesso ed ben articolato che raggiungerà 5000 ragazzi sensibilizzandoli e formandoli “per sviluppare in loro l'attenzione alla insidie ed ai pericoli presenti sulle strade”, con un talk show tematico itinerante in 28 comuni, 400 poster, 6.000 manifesti, 4 spot, 50.000 opuscoli, 100.000 tovagliette litografate da distribuire nei locali del divertimento. Numeri anche questi per conseguenti denari.
Allora, se si è “sottoscritto due distinti protocolli d'intesa riguardanti la formazione, l' informazione e la comunicazione sulla sicurezza stradale” alla precisa domanda: “Assessore quante sono state le vittime della strada nel Salento nel 2008?”, l'Assessore ai trasporti e mobilità della Provincia di Lecce, dovrebbe saper rispondere! O no? Ma, ahinoi, a domanda risponde: “Impreparato”.

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giovedì, 19 marzo 2009

La Focara fa flop in TV!!!

La FocaraSi torna a parlare di Focara!
Sono trascorsi i giorni da quel 16 gennaio,  ma il “grande fuoco” cova (a quanto pare) ancora scintille. Come quando capita di passare da Novoli, finita la festa e, sulla grande piazza, si vede il cumulo di cenere che lascia intravedere il rosso acceso della brace. Un incanto che dura giorni e resiste anche alla pioggia. Una magia! Ma bando alle ciance poetiche!
Lo sappiamo, gli eventi dalle nostre parti hanno sempre un preludio e uno stascico polemico. Si mischiano parole, si incrociano dati, si aprono vertenze che pian piano si smorzano attendendo la ripresa, nei tempi di vigilia. Un fatto ciclico innaugurato dalla grande Notte di Melpignano. Fondazione si, Fondazione no,  meglio la purezza o la contaminazione?, e il classico dilemma: Telerama  o Telenorba?
Adesso che s’è inventata la formula magica del media partner poi il  regime di esclusiva fa sangue! Che tristezza! Chi paga c’è. Chi non paga al lato, escluso dal gioco. Ma in realtà è tutta una questione di visibilità e di ritorno politico. I nostri amministratori lo sanno bene e si allenano di conferenza stampa in conferenza stampa all’abbisogna. La platea è li, a portata di telecamera.
A quale è meglio fare l’occhiolino? Che sturbo quelle insegnette colorate! Vederli lì pronti allo scambio! Io ti do un pò di passaggi tv e tu che mi dai?
Lo sappiamo, si è personaggi politici se si è in Tv. Questa la ‘regola’ che motiva le scelte. L’evento in se è fatto relativo, si consuma, dura poco, quanto un fuoco! Meglio andare sul sicuro e con l’evento “comprarsi” la continuità della visibilità personale, questa la regola delle regole!
Ma veniamo ai fatti! E’ proprio sulla platea televisiva che il fuoco di Sant’Antonio sembra riaccendersi. La miccia? Una raccomandata inviata da Telenorba al Comune di Novoli  (datata Conversano, 4 marzo 2009 giunta nella Città di Sant’Antonio Abate il 13 e potocollata il 16 marzo. Guarda il caso! Quasi un miracolo della conoscenza!) la missiva è dedicata all’edizione 2009 de “La Focara” e... da i numeri.
Certe volte (quando conviene) ci si dimentica  che c’è l’Auditel a svelare il peso reale di un’emittente e l’efficacia della sua azione.
Leggiamo: “Nel 2008 la prima parte de La Focara fu trasmessa da Telenorba 7 ed ottenne un ascolto, sul minuto medio, pari a 109.304 telespettatori; la seconda parte, fu tra smessa da Telenorba 8 ed ottenne, sempre sul minuto medio, un ascolto pari a 22.067 telespettatori. Quest’anno l’ascolto globale registrato da La Focara è stato di poche migliaia di telespettatori, considerando che 36 TV locali, inclusa telerama, hanno totalizzato complessivamente ascolti pari a 46.144, cioè ancora meno dell’anno scorso quando le 36 TV , incluse Telerama e Studio 100, avevano totalizzato ascolti pari a 66.827 sulla prima parte e 86.684 sulla seconda.
Per cui tutti gli sforzi per la realizzazione della manifestazione di quest’anno sono stati vanificati dall’assurda richiesta di denaro per le riprese (15.000 euro ndr), poichè ciò a ridimensionato fortemente l’immagine e la divulgazione che La Focara aveva conquistato l’anno scorso, uscendo dai confini della provincia di Lecce, per farsi apprezzare dai telespettatori di tutta la Puglia, la Basilicata e il Molise. Nei dati di ascolto suddetti” scrivono da Conversano “non abbiamo compreso quelli ottenuti via satellite - così come già facemmo l’anno scorso - poichè l’Auditel indica, sui canali satellitari, una media di ascolto pari a poche centinaia di telespettatori”.
Sconfortante no? Non credete? “ (...) E’ evidente che tutti i finanziamenti e contributi erogati da Enti pubblici per La Focara 2009 siano stati inficiati da un modus operandi che ha determinato la scarsissima, quasi inesistente, visibilità dell’evento, fuori dalle porte dello stesso Comune di Novoli”.
Missione fallita insomma! Tanto rumore per nulla! Ma forse no per il ragionamento che abbiamo fatto e che ribadiamo: non è importante  l’evento! E’ corollario! Ciò che veramente conta  è la vanità e la conferma di avere una TV alleata, disponibile, sempre presente. Questo fa i giochi. Per chi ‘muove’ le telecamere le spese non sono un problema, si trova sempre il modo per ammortizzare l’investimento. L’informazione è uno scambio, io do a te e tu dai a me! E, un passaggio in TV, lo sappiamo, non ha prezzo!
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sabato, 14 marzo 2009

Parole di Dario

Dario FranceschiniDa subito, appena nominato alla guida del Pd, Dario Franceschini ha palesato il suo fastidio per Silvio Berlusconi. Molti commentatori hanno sottolineato questo cambio di stile e di strategia. Egli se lo può permettere. Non ha l'ossessione ex Ds di accreditarsi, di farsi perdonare il passato. Egli da ex Democristiano si sente libero da ogni soggezione morale. E' importante questo. Anche per ridare fiducia ed energia a tutti quegli elettori di centrosinistra che nei modi buonisti e politically correct di Walter Veltroni non trovavano la vèrve giusta do un'opposizione incisiva e significante.

Dario Franceschini da l'impressione di essere uno di sinistra, va al sodo: l'assegno di disoccupazione, tassare i più ricchi per dare ai più poveri. Insomma atti che la precedente conduzione (e anche prima! Ma da quanto i Ds inseguono e tentano di blandire e di mediare con il Cavaliere?) mai aveva ostentato. Massimo D'Alema, ha sempre tentato di duellare con il fioretto con l'avversario politico, ostentando uno stile politico da gran statista, sapiente ed acido ma ahinoi! poco efficace specie quando alle parole poi mai seguirono i fatti! Chi può perdonargli la bicamerale? Credo nessuno! Chi può perdonargli gli sgambetti a Prodi? Credo nessuno! E i filarini con Cossiga, suo fan ai tempi del suo primo incarico alla guida del governo? Meglio lasciar perdere.

Adesso il neo-segretario il catto-comunista Enrico Franceschini non porge l'altra guancia e rilancia: Berlusconi? “Magari sarebbe utile che il suo consulente di storia del movimento cattolico gli spiegasse che lui tecnicamente è un clerico-fascista”. Un clerico-fascista. Che soddisfazione! Finalmente uno con...

Il clerico fascismo? E' una costruzione ideologica che combina le dottrine politiche ed economiche del fascismo con il conservatorismo della tradizione cattolica. Spesso a capo degli stati clericalfascisti c'erano addirittura degli ecclesiastici. Non è il nostro caso, vista la natura impenitente e gaudente del premier, ma per il resto ci siamo. Quello attuale è un tempo clerico-fascista continuamente corroborato da un eccedenza del Capo e da un eccedenza Vaticana.

Meglio tener conto dell'avvertimento "Se vincera' le elezioni, Berlusconi tentera' di accentrare tutti i poteri, anche mettendo mano alla Costituzione. E' qualcosa di inimmaginabile, ma reale. Un pericolo concreto". Parola di Dario!

Mauro Marino

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giovedì, 05 marzo 2009

Piccola cronaca dell'Assemblea di Ergot

(Finchè ci son stato! Ho visto e sentito più o meno questo...)


Si sa, siamo di spirito “meridiano” per cui il tempo è una variabile relativa. Maciniamo piano, come questa richiesta di Primarie che forse arriva tardi, di rimando alle “decisioni” dei partiti seduti intorno al tavolo della coalizione che governa Palazzo dei Celestini.

Ma tant’è! Indetta per le 18.00, l’assemblea autoconvocata dalle persone di sinistra “nonostante la Sinistra” e da una rete di significative realtà associative della provincia di Lecce ha preso avvio intorno alle 19.45. Entra Sergio Blasi e come d’incanto la sala semivuota delle Officine Ergot si riempie. Con lui entrano in ordine sparso - non con lo stile classico del codazzo - altri politici di rango. Il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Piero Manni, l’ex Sindaco di Alezio Fernando D’Aprile, l’assessore provinciale Luigi Calò (sempre interpretato nel ruolo dell’attor giovane) oggi in quota all’Emmepiesse di Vendola. C’era Carlo Salvemini e anche Gianpiero Corvaglia. Altri... persone del passato e del presente della sinistra antagonista salentina. Non c’era l’annunciata Loredana Capone, invitata dallo Spazio Sociale Zei per “par-condicio”. “Qualcuno”, attaccato al telefonino, faceva l’elenco dei presenti. C’è questo, c’è quell’altro e si lascia scappare in lingua nativa: “...quattru fessa suntu”! Poco stile, anche perchè insiste con un “quistu limu punire” che denota un antico costume da purga! Inguaribbili i vecchi comunisti! E’ difficile far capire a chi non vuole comprendere. Bisogna armarsi di pazienza e questo si cerca di fare per tentare di sgretolare il monolite che fa il bello e il brutto dal Palazzo!

Ad aprire l’incontro i due patron morali dell’iniziativa: Silverio Tomeo di Lecce Città Plurale e Matteo Serra dello Spazio Sociale Zei. Subito un chiarimento illuminante di Tomeo: “Essere per le primarie non significa essere supporter di Sergio Blasi”.

Le primarie significano contatto, discussione sul modello futuro di Salento, sui contenuti della politica, sulla necessità della laicità nel farla, di un continuo contatto con quell’ attivismo civico che in questi anni è stato motore, nel nostro territorio, di continue vertenze volte alla tutela e alla salvaguardia della qualità dell’ambiente e della vita. La battaglia per la tutela di Punta Palacìa, la discussione sull’utilità della Maglie-Leuca, quella ultima sulla centrale a biomasse raccontano di un antagonismo competente, presente, che si fa ascoltare e che chiede di essere ascoltato nel momento della decisione politica sulla rappresentanza, anche se ad ora non pare poter esprimere sue autorevoli candidature alternative.Un punto di criticità che si coniuga anche con la qualità politica e di proposizione dell’eventuale candidato. In continuita o in rottura con il modello sinora espresso dal centrosinistra in Provincia di Lecce?

Nella discussione viene fuori ciò che è accaduto in Toscana, la scelta del candidato Matteo Renzi che vince le primarie in aperta rottura con l’uscente Leonardo Domenici ed esprimendo una visione diversa della politica, dell’amministrare e del ‘coinvolgere’ che si muove da una dura critica ai modelli del consociativismo degli interessi.

Non è il caso dell’assemblea leccese che non pare negare l’esperienza e l’operato della giunta guidata da Giovanni Pellegrino. Sergio Blasi nel suo intervento si dice disposto anche ad un passo indietro nel momento in cui le primarie saranno scelte. Afferma che è necessario vincere, perchè necessario è governare il cambiamento che questo Tempo impone. Per contrastare l’egemonia ‘culturale’ imposta da un centrodestra sempre più aggressivo, è dovere della sinistra costruire sintonie larghe, quanto più aperte possibile. Il ruolo della politica è quello di motivare, di sommuovere le energie non di chiudersi intorno ad un tavolo. Per questo le primarie sono la risorsa. Non la spettacolarizzazione della politica ma lo strumento della nuova politica.

E’ Carlo Salvemini a muovere un propositivo affondo ai partiti della coalizione. Non ci sono le primarie anche perchè i partiti che siedono al tavolo del centrosinistra non hanno presentato candidati, dice, soggettività politiche da “allenare” alla competizione. S’è preferito il rito delle mediazioni salvaguardando la continuità con l’esperienza di governo, scegliendo Loredana Capone, un esponente spendibile perchè altamente rappresentativo, credibile e con un ruolo politico ed amministrativo pienamente rodato.

Tutto aperto dunque? In stand by in attesa dell’assemblea del Pd.

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mercoledì, 04 marzo 2009

Un Salento non d'Amare

primarieSe ti guardi intorno il panorama è desolante!
Nel centrodestra la politica s'accapiglia, leader di tutti i colori e di tutte le taglie si rincorrono in performance che repentine cambiano colori, direzioni, prospettive. Il centrosinistra, invece, serafico, si mostra sicuro!? Gode, in salamoia, a Palazzo dei Celestini, ogni tanto rinnovano l'acqua, da Palazzo Adorno. Si tenterà, già si tenterà di vincere le provinciali! A questo siamo? Al tentare! Parola di Sandro Frisullo.
Vabbene l'alternanza, ma dovevamo arrivare alla scadenza in maniera diversa, più vibrante. Questa Provincia, è stata si o no capace di essere modello e motore di una visione che ha riscattato il “Sud dei sud” dalla sua soggezione culturale ed economica? Lo è stata! Ma quella spinta, ahinoi, s'è logorata, frenata in questo ultimo quinquennio da una Presidenza più attenta a smussare e a mediare i conflitti che a dare vigore, credibilità e comunicazione all'azione di governo. Il Salento che questo centrosinistra lascia non è all'altezza di quello che ha da se stesso ereditato. Questo è il dato se dai orecchio all’intorno.
Desolante, desolante! Ma nulla di nuovo poi, ci siamo abituati! I nomi degli attori e dei comprimari son sempre quelli. Noiosi, stucchevoli a volte, nel loro eterno ripetersi, nel loro proteggere quel poco che resta del seminato. Certo i discoli ci sono, i due schieramenti dimostrano d'averne almeno uno a testa nelle proprie fila. I cavalli di razza son difficili da domare e sempre son pronti a scalciare, ad andare al nociolo delle questioni. Mai domi! Mai contenti! Almeno pensano, si muovono, dimostrano di avere creatività politica e progettuale. E, se da un lato Poli Bortone spariglia rompendo il suo rapporto con An e il PdL, dall'altro Sergio Blasi esorta al cambiamento, rompe lo schema di un Pd “felicemente” accasato in una compagine che governa solo a Palazzo, ininfluente sul territorio, senza aderenze, senza prospettiva, per questo inchiodata all'ultima sedia che sembra rimanergli.
A leggere il Nuovo Quotidiano di Puglia di ieri, salta agli occhi la “dotta” (e un pò avvilente) intervista a Sandro Frisullo, che fino in fondo fa il suo dovere di dirigente.
Il bene è il centrosinistra di Palazzo dei Celestini, ci racconta, la coalizione. Il resto non conta, anzi conta soltanto se è pronto a sostenere ciò che si è deciso. Quelle le tavole della legge a cui bisogna inchinarsi. Non capisce o fa finta di non capire? Il vento muove anche altre cose! Forse si perderà la gara senza l'accudimento di mamma! Ma l'occasione è quella di muovere la carta di un idea altra, forte di sinistra, di partecipazione, di condivisione politica. Può essere possibile? E' necessario aprire il confronto. Le primarie sono lo strumento!
Il Pd salentino ha disatteso il suo compito spalmandosi sulla volontà disegnata da Palazzo dei Celestini. Invece d'essere motore di promozione partecipativa ha “grippato” la macchina, ha leso la sua potenzialità. Un peccato che non tutto il Pd ha mandato giù! All'interno del Partito democratico conta una notevole schiera di sostenitori. Persone di rilievo, leva possibile di un partito aperto, di un partito del confronto, fuori dalla logica dei “protettorati”. Di ieri l'altro un documento interno che chiede le “Primarie aperte del Partito Democratico”, una mozione che scuce le anime di questo partito che dimostra di non essere mai nato.
Oggi Sergio Blasi, all'incontro fissato delle 19.00 alle Officine Ergot di Lecce, ci sarà! L'autoconvocazione di oggi, “é la mano tesa al coraggio e alla speranza” scrive il Sindaco di Melpignano ai “cittadini virtuali” della sua comunità che “abitano” su Facebook.
Un'occasione importante di sguardo e di verifica dello stato della società civile salentina. Un movimento sinora generoso che deve ben imparare a modulare la sua presenza a renderla incidente e vincente sul territorio. C'è da fare! Molto da fare! Bisogna puntare su quell'autonomia culturale che ha prodotto la “rinascenza” del Salento.
Quell' autonomia espressiva, ideativa, che ha dato gambe a tanti progetti spesso rimasti al palo della relazione con la politica, mai pienamente valorizzati, traditi nella sostanza da un idea “medievale” del rapporto tra politica e cultura ma che risultano comunque vincenti, vivi, presenti.
Da qui bisogna partire, dalla consapevolezza di un limite senza paura di sentirsi orfani.
Mamma e papà son scappati prima, non c’è lutto da elaborare!
L’appuntamento è alle 18.00 alle Officine Ergot di Piazzetta Falconieri, su Via Palmieri a Lecce. Buon lavoro! (Mauro Marino, su Il Paese nuovo, di mercoled' 04 03 09)

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